La storia del vitigno Spergola affonda le radici nel cuore dell’Emilia, tra le colline di Reggio Emilia. Le prime testimonianze scritte risalgono al XV secolo, quando veniva chiamata “Spergolina”. Citata anche da Bianca Cappello, duchessa di Toscana, era già allora apprezzata per la sua eleganza.
La storia del Vitigno Spergola narra di origini antiche e radici territoriali
Non è un vitigno qualunque. È parte della storia agricola e culturale di un territorio. La sua coltivazione è sempre stata concentrata nei comuni di Scandiano, Quattro Castella, Albinea e dintorni. Questo legame territoriale ne ha preservato l’autenticità, anche quando molti altri vitigni venivano abbandonati o sostituiti.
Identità genetica e rinascita recente
Per molto tempo la Spergola è stata confusa con altri vitigni, in particolare con il Sauvignon. Solo indagini ampelografiche moderne e studi sul DNA hanno fatto chiarezza, confermando la sua unicità genetica. Non è parente stretta di vitigni francesi, bensì una varietà autoctona a tutti gli effetti.
A partire dagli anni 2000, grazie all’impegno di alcuni produttori illuminati e del Consorzio dei Vini Reggiani, la Spergola ha vissuto una rinascita. Oggi è tutelata dalla denominazione Colli di Scandiano e Canossa DOC. Un riconoscimento importante, frutto di anni di lavoro e di riscoperta.
Caratteristiche del vitigno Spergola
Il vitigno presenta grappoli di medie dimensioni, con acini piccoli e buccia spessa. La vendemmia avviene solitamente tra fine settembre e inizio ottobre. La resa è contenuta, ma costante.
Il vino che ne deriva è fresco, minerale, con un profilo aromatico elegante. Note di fiori bianchi, mela verde e agrumi lo rendono perfetto per produzioni sia in versione ferma sia spumantizzata. Il potenziale di acidità lo rende ideale per il metodo classico.
Spergola e territorio: un legame indissolubile
Non esiste Spergola senza Reggio Emilia. Il suo nome evoca paesaggi dolci, vigneti ordinati e una cultura contadina autentica. In un mondo enologico sempre più standardizzato, la Spergola rappresenta una voce distinta, orgogliosa del suo passato e proiettata verso un futuro di qualità.
Numerose cantine del territorio oggi la vinificano con tecniche moderne, ma nel rispetto della tradizione. Alcuni la propongono in versione “sur lie”, altri come metodo classico affinato sui lieviti per lunghi mesi. Tutti però ne esaltano l’identità emiliana.

Dalla quasi estinzione al rilancio internazionale
Negli anni ’80 e ’90 il vitigno era quasi sparito. L’interesse commerciale si concentrava su varietà internazionali, più redditizie e conosciute. Solo grazie alla tenacia di piccoli produttori locali la Spergola è sopravvissuta.
Oggi è protagonista di eventi, degustazioni e premi internazionali. È apprezzata da sommelier, ristoratori e winelovers per la sua identità non omologata e per la versatilità a tavola. Il suo valore aggiunto? Essere ancora poco conosciuta, quindi autentica.
…perché conoscere la storia del vitigno Spergola?
Conoscere la storia del vitigno Spergola significa riscoprire un pezzo di patrimonio enologico italiano. Significa difendere la biodiversità, sostenere il territorio e scegliere un vino sincero.
Chi cerca una bottiglia che parli la lingua della terra, troverà nella Spergola un’alleata. Elegante ma diretta, semplice ma mai banale. Un vino che, una volta scoperto, difficilmente si dimentica.







